Comunicati Stampa
Diversità per la vita: campagna globale lanciata a Roma
Roma, Italia
[English]
Il 22 maggio alle 18,30 si svolgerà a Roma, presso il Teatro Eliseo, la presentazione della campagna globale "Diversità per la vita", il cui obiettivo è quello di sottolineare il valore della biodiversità agricola per la sopravvivenza e il benessere dell'umanità .
L'evento si aprirà con una Tavola Rotonda, moderata dalla giornalista radio-televisiva Emanuela Falcetti, a cui farà seguito un concerto dell'Orchestra di Piazza Vittorio, ensemble di fama mondiale. Sarà così lanciata la campagna "Diversità per la vita" che continuerà , con il patrocinio del Consiglio Nazionale delle Ricerche, fino al 2010 con l'obiettivo di promuovere attività specifiche al fine di affermare la base della cultura e dello sviluppo umano.
Questo evento di presentazione della campagna globale nasce da una collaborazione tra Bioversity International e il Consiglio Nazionale delle Ricerche attraverso l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione, che si è assunta la responsabilità di individuare gli scienziati che interverranno alla Tavola Rotonda.
"La cultura dipende dall'agricoltura," afferma Emile Frison, Direttore Generale di Bioversity International, "perché è grazie ad essa che l'uomo ha potuto dedicarsi all'arte, alla filosofia, alla scienza e tutte le altre attività che siamo abituati a concepire quali parte della nostra civiltà. Non dobbiamo, però, dimenticare che l'agricoltura dipende dalla biodiversità ."
La campagna di comunicazione Diversità per la vita, sarà presentata il 22 Maggio in quanto Giornata Internazionale della Biodiversità, quest'anno dedicata in particolare al rapporto tra biodiversità e agricoltura.
In contemporanea con Roma, la campagna sarà presentata in altri paesi importanti quali, tra gli altri, Kenya, Malesia e Uzbekistan, dove si svilupperanno attività regionali e nazionali. La campagna globale si concluderà nel 2010 che stato designato quale Anno Internazionale della Biodiversità.
La biodiversità agricola è costituita da diversi ecosistemi, piante, animali e microbi, che sostengono la vita umana garantendo cibo, fibre, materiali da costruzione e molto altro ancora.
La diversità delle piante e degli animali, ad esempio i tanti e diversi tipi di mele o di bestiame, è il risultato di un lungo processo di selezione e di sviluppo che gli agricoltori portano avanti da sempre e, più recentemente, anche i selezionatori scientifici ed è la base sulla quale poggiano i progressi compiuti nel campo delle attività agricole e zootecniche.
"Non è solo una questione di selezione" ha affermato Emile Frison "anche se è un elemento molto importante. La biodiversità agricola significa anche un migliore regime alimentare ed un più alto livello di salute; potenzia la sostenibilità dei raccolti e riduce i rischi di insuccessi; offre concrete possibilità di reddito ed è particolarmente preziosa per le persone più povere, che vivono nei territori più estremi. La biodiversità agricola conferisce una maggiore sostenibilità ai sistemi agricoli, senza considerare che nel medio termine avrà un ruolo fondamentale per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Ognuno di questi punti molto importante."
I partecipanti alla Tavola Rotonda affronteranno una vasta gamma di argomenti relativi alla biodiversità e all'agricoltura. Il prof. Giovanni Aliotta, dell'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente della Seconda Università di Napoli a Caserta, parlerà diffusamente di quanto definisce "agri-cultura" sottolineando la stretta interconnessione tra colture e culture, cio tra cultura, diversità e agricoltura.
Il prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, illustrerà il contributo italiano alle attività internazionali nel campo della biodiversità agricola.
Questioni più squisitamente filosofiche saranno discusse da Aldo Masullo, professore emerito dell'Università di Napoli Federico II, che porrà l'accento sull'inalienabile diritto alla diversità, mentre lo scrittore Beppe Bigazzi sposterà il centro dell'attenzione sul binomio popolazione-biodiversità , chiedendosi se esista cibo a sufficienza per tutti.
"La biodiversità va oltre la scienza e la filosofia. Dalla ricchezza dell'agricoltura nascono anche la diversità umana e culturale", afferma Ruth Raymond, responsabile dell'Ufficio Comunicazione di Bioversity International e coordinatrice della campagna globale, "sono felice che l'orchestra di Piazza Vittorio abbia aderito al nostro invito, in quanto i musicisti che la compongono rappresentano l'essenza stessa della campagna: diversità , cultura e il piacere di viverle insieme".
"Dalla biodiversità dipende anche la nostra salute", precisa Antonio Malorni, direttore dell'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del CNR, "perché la regola aurea per stare bene è mangiare poco ma mangiare il più variato possibile".
In occasione di questo evento sarà proiettata una breve intervista filmata con i musicisti dell'Orchestra, che parleranno del loro rapporto con il cibo, cioé cosa manca loro della cucina d'origine e che cosa apprezzano della cucina italiana e mediterranea.
"Stiamo lanciando un messaggio molto forte," conclude Emile Frison. "Nelle attività che andremo a svolgere da oggi al 2010, Anno Internazionale della Biodiversità , il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare il mondo politico, i legislatori e la gente comune affinché riconoscano alla biodiversità agricola l'attenzione ed il rispetto che merita.
La biodiversità agricola è la chiave della sopravvivenza e per la prosperità dell'uomo e la continuazione della vita sulla terra, ma sopraffatti dalle molte sfide alle quali dobbiamo rispondere, continuiamo ad ignorarla a nostro rischio e pericolo".
Bioversity International è la più grande organizzazione al mondo dedicata all'uso e alla conservazione della biodiversità agricola. E' uno dei centri sostenuti dal Consultative Group on International Agricultural Research.
L'evento di presentazione si svolge sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con la collaborazione e il contributo di:
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Ecoagriculture Partners
International Fund for Agricultural Development (IFAD)
Istituto Agronomica per l'Oltremare (IAO)
Si ringraziano anche i seguenti ministeri per il supporto dato all'evento: Ministero degli Affari Esteri, Ministero Politiche Agricole e Forestali, Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero Istruzione, Università e Ricerca e Ministero Beni e Attività Culturali.
Si ringraziano altresì Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), Istituto Nazionale di Ricerca per l'Alimentazione e la Nutrizione (INRAN) e Countdown 2010 (IUCN).
Per ulteriore informazione, contattare Ruth Raymond.
La speranza per la biodiversità¡ agraria fiorisce tra gli orti domestici
Roma, Italia
Comunicato stampa
[English]
Il piccolo paese di Trevi in Umbria rinomato per il suo “Sedano Nero”, una particolare varietà coltivata da alcuni agricoltori locali, che da anni continuano a produrlo nei loro Orti domestici. Nel villaggio di Colle di Tora nel Lazio, Manlio, un anziano agricoltore, uno dei pochi che ancora coltiva una varietà poco conosciuta di fagiolino dall'occhio, chiamato “Fagiolo a Pisello”. Tale coltura, fu introdotta originariamente da una donna italiana che li riportò in patria dal Sud America, verso la fine del 1800. Queste sono alcune delle storie riportate durante la conferenza stampa di oggi, sul ruolo degli Orti domestici nella conservazione del ricco patrimonio di biodiversità¡ dell'Europa.
“Quando si parla con la gente su cosa coltivano nei loro piccoli orti, si finisce sempre per parlare delle loro vite, delle loro esperienze e delle loro sofferenze e queste sono le storie che vorrei condividere con voi oggi”, ha commentato Valeria Negra, Docente di Risorse Genetiche Agrarie, presso l'Università degli Studi di Perugia ed uno dei relatori della conferenza stampa.
Tale conferenza, organizzata da Bioversity International, ha riunito alcuni esperti italiani ed internazionali coinvolti nello studio e nella promozione degli orti domestici, considerati dei veri e propri “santuari” per la salvaguardia della biodiversità¡ agraria.
L'Accademia Nazionale delle Scienze premia Bioversity International
Roma, Italia
Embargo fino alle 00.01 CEST 19 settembre 2007.
[English]
Bioversity International é fiero di annunciare che l'Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, premierà l' organizzazione con il prestigioso Premio Internazionale per l'Ambiente – "San Francesco Cantico delle Creature". Emile Frison, Direttore Generale di Bioversity International, ha espresso la sua immensa gratitudine. Bioversity ha ricevuto il premio per il contributo verso la ricerca scientifica.
Il Premio sarà consegnato il 19 settembre, presso il Sacro Convento di San Francesco di Assisi, alla presenza del Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio. Tra gli altri premiati ricordiamo il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed il Professor Niu Wen-Yuan, dell'Accademia Nazionale delle Scienze Cinese, che otterranno rispettivamente il riconoscimento per "Opere ed Azioni concrete" e "Formazione, educazione e comunicazione".
Nel suo discorso, disponibile sia in lingua inglese che in lingua italiana, Frison omaggia l'Accademia Nazionale delle Scienze ed il Governo Italiano, per il loro contributo e sostegno nelle fasi iniziali della ricerca di Bioversity, che hanno permesso all'organizzazione di espandere i suoi sforzi nel campo della nutrizione e della salute.
Per ulteriori informazioni, contattare Cassandra Moore.
Cambiamenti climatici minacciano specie selvatiche di principali colture agrarie
A rischio importanti fonti genetiche di resistenza alle peste
Comunicato stampa
18 Maggio 2007
Roma, Italia
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In data 22 Maggio, si celebra la Giornata Internazionale della Biodiversità . Quest'anno il tema principale ruoterà intorno ai cambiamenti climatici. Molte informazioni su questo evento sono rintracciabili sul sito del Secretariato della Convenzione sulla Diversità Biologica.
Quest'anno il contributo di Bioversity International sono gli inquietanti risultati ottenuti da una ricerca, che attira l'attenzione non solamente al ruolo vitale della diversità delle colture nel affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche le minaccie che tali cambiamenti apportano a questa diversità .
Una nuova ricerca pubblicata oggi dal CGIAR (Gruppo Consultivo sulla Ricerca Agricola Internazionale - Consultative Group on International Agricultural Research) lancia l'allarme sul rischio di estinzione che corrono specie selvatiche di piante, come la patata e l'arachide, dovuto agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. E produrrebbe come conseguenza la perdita di una fonte vitale di geni, che sono necessari ad incrementare la capacità di colture agrarie di resistere alle condizioni di siccità e peste.
Secondo gli scienziati che hanno condotto gli studi, nei prossimi cinquanta anni, circa 31 di 51 (61 per cento) specie di arachidi selvatiche ed 13 di 108 (12 per cento) specie di patate selvatiche analizzate, rischiano l'estinzione, appunto, a causa dei cambiamenti climatici. Le colture restanti saranno limitate ai suoli sempre più marginali, erodendo così ulteriormente la loro capacità di sopravvivenza. Inoltre, la ricerca ha preso in esame 48 specie selvatiche di fagiolino dall'occhio, un legume nutriente coltivato diffusamente in Africa, e scoprendo che soltanto due specie rischierebbero la scomparsa. Ciò nonostante, si prevede una cospicua riduzione del numero di molti fagiolini dall'occhio selvatici, perché i cambiamenti climatici previsti, li costringeranno fuori delle aree occupate attualmente.
Dice Andy Jarvis, uno degli autori della ricerca, che lavora in due centri-CGIAR (al Bioversity International con sede centrale a Roma e Centro Internazionale per l'Agricoltura Tropicale (CIAT) in Colombia), “i risultati ottenuti indicherebbero che la sopravvivenza di molte specie selvatiche di colture, e quindi non solamente di patata, arachide e fagiolo, siano minacciate seriamente, anche di fronte alle valutazioni più conservative a proposito della grandezza di cambiamenti di clima. Pertanto, è urgente raccogliere e conservare i semi di piante selvatiche prima che esse scompaino. Attualmente, le collezioni esistenti contengono una bassa percentuale di diverse specie selvatiche nel mondo”.
L'estinzione di specie selvatiche di colture rappresenta una seria minaccia per la produzione alimentare, essendo custodi di geni caratteristici importanti, per la resistenza alla peste e tolleranza alla siccità . Si tratta esattamente di geni che i ricercatori utilizzano per migliorare le prestazioni di varietà coltivate. Di conseguenza, previsto l'intensificazione dell'utilizzo di specie selvatiche per aumentare il carattere di tolleranza e resistenza alle malattie delle loro cugine specie coltivate; visto che con i cambiamenti climatici, farà troppo caldo, troppo freddo, troppo umido o troppo arido, per permettere a molte varietà di colture esistenti di continuare a produrre ai loro livelli correnti.
I risultati della ricerca sono stati resi noti durante la Giornata Internazionale di Biodiversità , organizzata dalla Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity- CBD).
Jarvis e i suoi coautori, studiando gli effetti dei cambiamenti climatici su queste tre colture in Africa e Sud America, hanno avuto la possibilità di considerare, come comuni popolazioni di piante selvatiche si comporterebbero di fronte a larga variazione di condizioni di coltivazione. E da dove si evince che l'impatto delle variazioni climatiche sarebbe più marcate in alcune specie che nelle altre, ma in generale, tutte e tre gruppi di specie studiate soffrirebbero.
Seppure non apparente al consumatore medio, specie selvatiche di molte piante coltivate giocano un ruolo fondamentale nella produzione alimentare. Infatti, tutte le colture oggi più diffuse hanno avuto origine dalle piante selvatiche. Durante i processi di domesticazione, la loro variazione genetica stata ristretta considerevolmente quando gli agricoltori hanno accuratamente selezionato piante con caratteristiche relative al sapore, aspetto e rendimento. Nei momenti di difficoltà nei campi – per esempio durante gli attacchi di peste o malattie – oppure, più recentemente, difficili condizioni di coltivazione dovute ai cambiamenti climatici – i ricercatori tendono a rivolgersi al pool genetico di specie selvatiche più resistenti, per trovare una soluzione alla minaccia.
Di recente, i geni di piante selvatiche hanno permesso ai ricercatori di sviluppare nuovi tipi di patate commestibili, resistenti alla devastante malattia della ruggine della patata, e nuovi tipi di grano con più tolleranza alle avverse condizioni di siccità . Allo stesso modo, attraverso programmi di miglioramento genetico appropriato, specie selvatiche di arachide sono risultate fondamentali nello sviluppo di nuove varietà , resistenti ai nematodi fitoparassiti e alla peronospora, una muffa che attacca le foglie. Negli Stati Uniti, il valore delle nuove varietà prodotte stimato nell'ordine di svariati milioni di dollari annui.
Uno delle ragioni della vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle arachidi selvatiche, riconducibile al fatto che esse si trovino nelle pianure, spiega Jarvis. Quindi, per arrivare al clima più fresco, dovrebbero migrare per lunghe distanze, una situazione resa più difficile dal posizionamento sotterraneo dei loro semi, ad un metro circa di distanza dalla pianta madre. Ciò limita la velocità di accesso dei semi ai clima più favorevoli. In contrasto, le piante nelle zone montagnose, possono in teoria sopravvivere, estendendo il raggio leggermente sopra una discesa, anche di pochi metri, per trovare clima più fresco. “Il lavoro per gli scienziati”, prosegue, “ di identificare quali specie selvatiche siano più suscettibili alle sofferenze dei cambiamenti climatici ed accordare loro, la priorità nella conservazione”.
La coordinatrice di un importante progetto mondiale sulle piante selvatiche, sovvenzionato da più soggetti internazionali, e con a capo la Bioversity International, Annie Lane, ha affermato che, “l'ironia qui è che i ricercatori conteranno più che mai su piante selvatiche, per sviluppare colture domestiche in grado di adattarsi ai continui cambiamenti climatici. Eppure, proprio a causa dei cambiamenti climatici, rischiamo di perdere una quantità significativa di queste vitali risorse genetiche, nel momento di maggior bisogno per garantire la produzione agricola”.
Una parte importante degli attuali sforzi del CGIAR di condurre ricerche per identificare le piante selvatiche (potenzialmente) minacciate dai cambiamenti climatici, con lo scopo di anticipare e mitigare gli effetti del riscaldamento atmosferico sull'agricoltura. Negli ambienti locali, nazionali ed internazionali, i ricercatori del CGIAR stanno mettendo a punto, opzioni innovative per migliorare l'adattamento di colture agrarie ai cambiamenti climatici.
Inoltre, nuove ricerche nei centri CGIAR hanno come obiettivo principale la conoscenza degli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse naturali, come l'acqua, la pesca e le foreste e la loro miglior gestione per soddisfare i bisogni delle popolazioni in aumento.
Breve cenno su Bioversity International
Bioversity la più grande organizzazione mondiale di ricerca dedita all'uso e conservazione di biodiversità agraria. E' un'organismo indipendente e senza fine di lucro. Per ulteriori informazioni, consultate, http://www.bioversityinternational.org
Breve cenno su CGIAR
CGIAR rappresenta un'alleanza strategica di ricerca agricola dedita allo sviluppo ed all'applicazione della miglior intelligenza disponibile per stimolare la crescita agricola, aumentare il profitto degli agricoltori, e proteggere l'ambiente. Vi si raggruppano 15 centri di ricerca mondiale, che conducono lavori pionieristici per nutrire il futuro. Per ulteriori informazioni, consultate, http://www.cgiar.org
Per maggiori informazioni, contattare Cassandra Moore, 06 6118 298c.moore(at)cgiar.org
É arrivato Bioversity International
Roma, Italia
Embargo fino alle 11.00, 24 Novembre 2006
[English]
Oggi, l'Istituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche si trasformato in Bioversity International. L'annuncio stato fatto ad un seminario tenutosi all'Accademia Britannica a Roma. Il seminario, intitolato 'Biodiversità e Benessere', ha puntato su uno degli aspetti chiave della nuova strategia di Bioversity: la biodiversità agraria fondamentale nell'assicurarci diversità alimentare e benessere.
Annunciando il nuovo nome e logo, Emile Frison, Direttore Generale di Bioversity ha spiegato che per lui il nuovo nome rappresenta “un importante traguardo in un lungo cammino che iniziato circa trent'anni fa, con la raccolta e lo studio di diverse varietà e specie di piante in via di estinzione. Si è passati successivamente dalla conservazione all'utilizzo dei campioni raccolti in modo da assicurare che una vasta gamma di biodiversità agraria -- patrimonio di tutti -- venisse usata a pieno specialmente da parte dei poveri al fine di migliorarne la vita ed il loro benessere.” Frison ha poi aggiunto che il nome Bioversity vuole riflettere un importante cambiamento nella strategia di intervento dell'istituto: “L'uomo (e non più le piante) è oggi, al centro del nostro lavoro, e tale cambiamento lo si evince anche dal nuovo logo”.
Bioversity International è uno dei 15 Centri del Gruppo Consultivo sulla Ricerca Agricola Internazionale, ed ha la sua sede centrale a Maccarese (Roma). Il Ministero Degli Affari Esteri italiano tra i sostenitori di Bioversity. In una nota a Frison, l'Onorevole Massimo D'Alema, Ministro degli Affari Esteri, ha espresso il suo dispiacere per non poter essere presente all'evento di oggi, e ha altresì sottolineato la valenza di tale iniziativa al fine di far conoscere meglio al pubblico il concetto importante e sempre attuale della biodiversità.
Quattro relatori hanno partecipato al seminario:
Il Prof. Carlo Cannella, Ordinario di Scienze dell'Alimentazione all'Università La Sapienza di Roma, che ha parlato di alimentazione e biodiversità , reti alimentari e un approccio olistico al problema.
La Dott.ssa Isabella Dalla Ragione, coordinatrice dell'Associazione 'Archeologia Arborea' di Città di Castello, (Perugia) che ha parlato del suo lavoro sulla ricerca e conservazione di vecchie varietà di frutta tra storia, cultura e rappresentazione artistica.
Claudio Bincoletto, chef ed Esperto sull'uso di piante selvatiche in cucina “fitoalimurgia” che ha parlato dei legami fra scienza, agricoltura e piante selvatiche.
Il Dott. Stefano Padulosi, ricercatore di Bioversity International, che ha presentato una relazione intitolata 'Ritorno al Futuro: colture di ieri per il benessere di domani'.
Il Dott. Frison, a conclusione dei lavori, ha ringraziato i partecipanti, impegnandosi a realizzare altre simili iniziative volte a far conoscere meglio al pubblico i tanti aspetti del lavoro di Bioversity e dei progetti realizzati in stretta collaborazione con le istituzioni italiane, vicine all'istituto fin dalla sua nascita nel 1974.
Per altre informazione, contattare Jeremy Cherfas j.cherfas@cgiar.org +39 06 6118 234.
Tempi migliori per l'accesso alla biodiversità
Roma, Italia
Comunicati stampa, 13 ottobre 2006
[English]
I rappresentanti dei Centri mondiali di ricerca agricola firmeranno lunedì 16 ottobre a Roma, gli accordi che facilitano l'accesso degli agricoltori e scienziati alle più importanti collezioni di risorse fitogenetiche. Gli accordi sottoscritti inoltre serviranno a garantire la condivisione dei benefici alla comunità internazionale, derivanti dall'uso commerciale.
In una cerimonia durante la giornata mondiale per l'alimentazione, il cui tema quest'anno Investire nella Sicurezza Alimentare – 11 Centri del Gruppo Consultivo sulla Ricerca Agricola Internazionale (Consultative Group on International Agricultural Research – CGIAR) formalizzano l'atto con il quale aderiscono al Trattato Internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'Alimentazione e l'Agricoltura. E mettendo così a disposizione del sistema multilaterale, la loro raccolta di Banche di semi. Fino ad oggi, 105 stati hanno già ratificato il Trattato.
“Questo (evento) un investimento reale nella sicurezza alimentare”, afferma Emile Frison, Direttore Generale dell'IPGRI (Istituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche), l'organismo che cura la Banca del germoplasma di banana. “La diversità genetica realizzata dagli agricoltori e dai ricercatori nel passato, rappresenta la base dei progressi per affrontare le sfide del futuro”, ha poi aggiunto.
E, la lotta alla fame e la povertà nel mondo ed il raggiungimento degli obiettivi del Millennio per lo sviluppo (Millennium Development Goals o MDG) delle Nazioni Unite, saranno ulteriormente beneficiati dalla cerimonia di oggi.
I Centri del CGIAR detengono più di 600.000 esemplari di risorse fitogenetiche, di grandi diversità , e con caratteristiche di maggiore richiesta e rappresentano più della meta del totale mondiale prodotte dagli agricoltori.
Mahmoud Solh, Direttore Generale del Centro Internazionale per la Ricerca Agricola nelle Zone Aride (International Centre for Agricultural Research in the Dry Areas (ICARDA), anch'egli a Roma per l'occasione della firma, rileva come grazie agli accordi firmati “gli scienziati ed altri ricercatori potranno utilizzare le risorse genetiche messe a disposizione per la risoluzione dei problemi più pressanti, come per esempio, la siccità ”.
I direttori dei Centri “accolgono positivamente” gli accordi e “s'impegnano a sostenere ed applicare i dettati del Trattato.” Una dichiarazione rilasciata dall'Alleanza dei Centri CGIAR, sottolinea quest'impegno, indicando le azioni necessarie per la piena applicazione degli stessi accordi.
La dichiarazione (in inglese) è disponibile qui.
Nota ai giornalisti
Materiale informativo sul Trattato Internazionale (anche in inglese) disponibile qui.
Emile Frison e Mahmoud Solh incontreranno i giornalisti dopo la cerimonia.
Per altre informazione, contattare Jeremy Cherfas j.cherfas@cgiar.org +39 06 6118 234.
Un accordo storico garantisce la sicurezza alimentare
Madrid, Spagna 22 Giugno 2006
comunicato stampa
[English]
La prima riunione dell'Organismo Direttivo del Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l'Alimentazione e l'Agricoltura si concluso a Madrid il 16 Giugno con grandi risultati. Con l'approvazione di strumenti fondamentali per la piena applicazione del Trattato Internazionale, l'Organismo Direttivo ha dato alla comunità internazionale un'arma vincente nella lotta contro la fame e la povertà . Uno degli strumenti più importanti per la realizzazione di questo trattato l'accordo sul trasferimento di materiale (standard material transfer agreement), un contratto che faciliterà l'accesso alle risorse fitogenetiche per gli agricoltori e gli scienziati. L'accordo semplice da mettere in opera e servirà anche a promuovere l'equa e giusta ripartizione dei benefici che derivano dalla diversità delle coltivazioni.
“Questa una notizia eccezionale, storica” dice Emile Frison, Direttore Generale dell'IPGRI (Istituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche). “Con questo accordo, i paesi membri dell'Organismo Direttivo hanno ridato un clima di fiducia e di collaborazione al mondo dell'agricoltura, garantendo un futuro migliore specialmente per i paesi in via di sviluppo.”.
Il Trattato Internazionale –- detto il trattato dei semi -- crea un sistema multilaterale che facilita l'accesso alle risorse fitogenetiche e che provvede alla giusta ripartizione dei benefici che derivano dall'utilizzo commerciale del materiale. L'accordo sul trasferimento di materiale stabilisce le condizioni di accesso e di ripartizione dei benefici per ogni trasferimento di materiale genetico. Con 104 stati che lo hanno ratificato, il Trattato dei semi prepara il terreno per centinaia di migliaia di scambi di materiale genetico nel mondo, tutti destinati per il miglioramento dell'agricoltura.
I punti più difficili da negoziare nell'accordo sulla trasferta di materiale si sono risolti in una sessione durata un'intera notte. Da questa sessione emerso un risultato importante: una nuova e più semplice definizione del termine 'prodotto'. La nuova definizione considera come 'prodotto' qualsiasi varietà di pianta che contiene materiale proveniente dal sistema multilaterale. Questa definizione molto più semplice di quelle di cui si parlava in passato e quindi rende più facile l'interpretazione dell'accordo.
“Grazie a questa definizione” dice Frison, “saranno tanti i prodotti che richiederanno un pagamento e questo dovrebbe stimolare un maggior utilizzo del sistema multilaterale”.
Una borsa di studio per conoscere meglio l'albero simbolo dell'Africa: il baobab
Roma, 5 Giugno 2006
Comunicato stampa
[English]
Achille Ephrem Assogbadjo ha 32 anni, fa il forestale, e viene dal Benin. Achille ha appena vinto una borsa di studio Vavilov Frankel che gli permetterà di sviluppare, usando tecnologie molecolari e metodi di antropologia tradizionali, strategie per migliorare l'utilizzo dell'imponente albero baobab (Adansonia digitata) nell'Africa Occidentale. Le borse di studio Vavilov Frankel sono assegnate dall'IPGRI ogni anno a giovani ricercatori nel campo delle risorse fitogenetiche.
Il baobab è un albero molto conosciuto nelle zone più aride dell'Africa. Il suo enorme tronco ricoperto da una folta chioma verde diventato una parte integrale del paesaggio della Savana. Di questo grande albero gli africani non buttano via niente: le radici e la polpa dei frutti forniscono cibo per le persone e per gli animali ed il grande tronco usato come rifugio. Con la fibra della corteccia le donne realizzano corde e con le foglie dei tessuti. L'albero è riconosciuto per le sue proprietà medicinali, ed inoltre usato per la caccia, la pesca e per molteplici altri utilizzi. Recentemente si sono anche creati mercati di export per il baobab.
Le funzioni di questo magico albero sono tante, ed proprio per questo motivo che il baobab deve essere protetto e usato in modo sostenibile. Con metodi molecolari, Assogbadjo misurerà la diversità genetica delle diverse popolazioni di baobab. Queste informazioni gli serviranno per garantire che i campioni raccolti sfruttano al massimo la biodiversità conservata sia nei campi coltivati che allo stato selvatico, e nelle banche dei semi. Assogbadjo lavorerà in stretto contatto con la gente del luogo e con organizzazioni non governative, per valutare diversi tipi di baobab e per verificare se questi possano essere usati come cibo. Questa ricerca potrà poi essere usata in programmi di domesticazione e per selezionare varietà di baobab migliori.
Il grande ritorno degli ortaggi tradizionali a foglia in Kenya
Roma, 22 Marzo 2006
Comunicato stampa
[English]
Le vendite degli ortaggi tradizionali a foglia nei supermercati di Nairobi sono salite negli ultimi due anni di un sorprendente 1100 per cento. Anche le vendite nei mercati all'aperto sono aumentate, perché questi prodotti che prima erano visti dai consumatori come superati sono stati legittimizzati dai supermercati.
“Questo è un ottimo risultato”, dice Emile Frison, Direttore Generale dell'IPGRI, che in questo momento si trova in Curitiba, Brasile alla Convenzione della Diversità Biologica (CBD). Emile Frison presenterà i risultati emersi da una consultazione per aiutare l'iniziativa della CBD a promuovere l'uso della biodiversità in agricoltura per una dieta e nutrizione migliori.
“L'IPGRI ha lanciato questo progetto nel 2003 per vendere e promuovere gli ortaggi africani a foglia”, spiega Frison, “ma non abbiamo mai osato né sognato di avere tanto successo”. Questo chiaramente dimostra che il mondo deve riconoscere che la biodiversità in agricoltura è essenziale per far fronte ai bisogni della gente povera ed affamata.
I contadini che vivono nei dintorni di Nairobi e che hanno preso parte al progetto sono stati istruiti a produrre cibo di alta qualità per i supermercati ed hanno visto le loro entrate aumentare di venti volte.
“Abbiamo monitorato 300 famiglie di contadini”, dice Patrick Maundu, il coordinatore del progetto. “Il prodotto ottenuto aumentato dalle 31 alle 400 tonnellate mensili e le richieste continuano a salire”.
Un'ONG del Kenya, Family Concern Inc. ha incoraggiato l'uso degli ortaggi tradizionali - che la gente aveva abbandonato perch erano considerati retrogradi e difficili da preparare – lavorando con i supermercati Uchumi e distribuendo locandine con ricette ed informazioni su quanto questi ortaggi tradizionali facciano bene alla nutrizione.
“Da quando UCHUMI ha cominciato a vendere gli ortaggi tradizionali, anche altri tre importanti supermercati di Nairobi sono entrati in competizione” spiega Maundu.
Mary King'ori, un'addetta alle vendite in uno di quei supermercati, Tusker Mattress nella zona di Buruburu, dice che la gente in questo tipo di commercio stia facendo soldi a palate. Anche i clienti abituali preferiscono questi nuovi prodotti.
Lucy Wanjiru, 27 anni, una consumatrice del Tusker Mattress, apprezza molto il fatto di trovare questi ortaggi tradizionali al supermercato. “Hanno cominciato a vendere gli ortaggi tradizionali solo un anno fa” – dice – “prima di allora cercavo di comprare questi ortaggi nei mercati all'aperto”. Wanjuru ammette che deve pagare un po' di più: “i prezzi sono un po' più alti quì, ma non me ne dispiace perch la qualità è ottima."
Mary Wangari, altra addetta alle vendite dice che la fornitura degli ortaggi tradizionali a foglia non sufficiente per soddisfare la richiesta dei consumatori, “spesso getto via pezzi di verze o cavoli perché sono rimasti sugli scaffali troppo a lungo, ma non butto mai gli ortaggi a foglia perché sono tutti esauriti alla fine della giornata”.
Maundu dice che questo fenomeno si sta propagando in altre città ed altri mercati.
I consumatori vedono questi prodotti nei supermercati e questo fatto li rende desiderabili. “L'IPGRI ed i suoi partners stanno lavorando con gli agricoltori per migliorare la qualità del prodotto anche nei mercati all'aperto”.
“Questo dimostra che cosa si può ottenere” dice Frison. “Lavorando insieme con i contadini, dietisti, venditori ed altri possiamo aiutare la gente a riscoprire il grande valore nutritivo delle loro diete tradizionali. E tutti ne traggono dei benefici. É arrivata l'ora che i politici comincino a prendere la biodiversità in agricoltura molto seriamente come fonte di buon cibo, redditi migliori e una buona salute."
Per altre informazioni contattare Jeremy Cherfas, IPGRI
Dieta, diversità e benessere
Roma, 27 Gennaio 2006
Comunicato stampa
[English]
Mettete via gli integratori, mangiate frutta e verdura. I benefici nutrizionali e gli effetti salutari di una dieta diversificata stanno suscitando molto interesse. Un articolo apparso su Newsweek, per esempio, ci raccomanda una dieta varia, ricca di frutta e verdura.
“La ricerca ha dimostrato che le deficienze di molti principi nutritivi essenziali possono essere alleviate mediante un aumento anche minimo della diversità nella dieta”, dice Emile Frison, Direttore Generale dell'IPGRI. Il Dott. Frison, cittadino belga, sottolinea che “questo ha importanti implicazioni per la salute e la nutrizione di chi vive in Occidente, ma ancora più importante per chi vive nei paesi in via di sviluppo”
L'IPGRI, Istituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche, conosce da tempo il valore della diversità per migliorare la nutrizione e la salute umana, specie nei paesi in via di sviluppo.
Gli integratori possono aiutare nel caso di specifiche deficienze di principi nutritivi essenziali, ma una dieta diversificata offre un approccio più olistico alla nutrizione ed alla salute. Il grano saraceno ed il miglio, per esempio, riducono il rischio di malattie cardiache. Altre piante contengono complessi che migliorano la capacità dell'organismo di assimilare i principi nutritivi per difendersi meglio dalle malattie. Il fieno Greco o Trigonella, per esempio, contiene componenti che aiutano l'organismo a reagire all'insulina, e i vegetali a foglia contengono carotenoidi antiossidanti che possono prevenire danni alle cellule ed ai tessuti.
Queste scoperte sono molto importanti per le popolazioni povere nei paesi in via di sviluppo: mentre in Occidente ci si rivolge di nuovo alle diete tradizionali in cerca di longevità e salute, nelle zone urbane dei paesi in via di sviluppo, la popolazione sta abbandonando cibi localmente importanti come legumi e cereali, ricchi di principi nutritivi vitali, in favore di carboidrati raffinati come grano, riso e zucchero, ora meno costosi che mai. Il risultato un aumento delle malattie cardiache, del diabete e del cancro, malattie normalmente associate all'Occidente opulento. Con una maggiore diversità nella dieta si possono mitigare questi danni.
L'IPGRI ha varato un'iniziativa globale per migliorare la salute, la nutrizione e la vita delle popolazioni nei paesi in via di sviluppo promuovendo una dieta più diversificata. Questa iniziativa ha le sue radici nel Progetto “Specie Sottoutilizzate del Mediterraneo”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e focalizzato su origano, pistacchio, rucola e farro.
Accordati i Principi Guida dell'IPGRI nel suo lavoro con gli OGM
Roma, 5 ottobre 2005
Comunicato stampa [English]
Il Comitato Direttivo dell'Istituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche (International Plant Genetic Resources Institute - IPGRI) ha recentemente approvato una serie di Principi Guida per regolamentare il lavoro dell'IPGRI sugli Organismi Geneticamente Modificati (OGM).
Questi Principi Guida sono semplici e chiari, e toccano tutte le questioni politiche importanti ha detto Tony Gregson, che presiede il Comitato Direttivo dell'IPGRI. E aggiunge: "I membri del Comitato ne sono pienamente soddisfatti".
Il Comitato ha tenuto il suo ventiseiesimo incontro al Cairo, invitato dal Ministry of Agriculture and Land Reclamation egiziano.
I Principi Guida fanno anche riferimento ad una dichiarazione di presa di posizione stilata dai Centri del Gruppo Consultivo sulla Ricerca Agricola Internazionale (Consultative Group on International Agricultural Research - CGIAR).
"I Principi Guida adottati permetteranno all'IPGRI di concentrare i propri sforzi nei campi dove pu dare il meglio, come accrescere il benessere globale e collaborare con i partner per studiare il flusso genico dagli OGM" ha dichiarato Emile Frison, Direttore Generale dell'IPGRI. "Essi, inoltre, riflettono il nostro desiderio di osservare i severi regimi di sicurezza e di provvedere affinch gli effetti socioeconomici siano pienamente considerati nel nostro lavoro".
I Principi Guida si possono trovare cliccando qui (inglese).
Per ulteriori informazioni, contattare Aixa Del Greco, 0039 06 6118 224 o Cassandra Moore, 0039 06 6118 298
Alimentazione variata significa nutrizione migliore
Roma, 28 settembre 2005
Comunicato stampa [English]
La soluzione a diversi problemi di nutrizione, dieta alimentare e salute potrebbe crescere nei campi coltivati e negli orti privati.
Questo, il messaggio di numerose presentazioni fatte durante il 18esimo Congresso Internazionale sulla Nutrizione, tenutosi a Durban, in Sud Africa, dal 19 al 23 settembre. Ricercatori dellIstituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche (IPGRI) hanno discusso di iniziative che mirano a contrastare il crescente aumento di malattie non trasmissibili come il diabete e le malattie cardiovascolari spesso associate al troppo mangiare da una parte, e le malattie legate alla malnutrizione, ossia dovute ad una mancanza di micronutrienti essenziali, dallaltra.
In ambo i casi, tali malattie sono correlate a diete non equilibrate ha detto la Dott.ssa Francisca Smith, Membro Onorario dellIPGRI. Le strategie per combattere l'insicurezza alimentare, la fame e la malnutrizione, in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo, si concentrano solo su alcune specie principali e tralasciano i cibi tradizionali. Il risultato è una dieta che, sebbene ricca in proteine e calorie, non benefica alla salute.
La strategia dell'IPGRI consiste nell'utilizzo di colture locali e tradizionali a supporto di una dieta maggiormente diversificata, che sia più nutriente e salutare. Essa si basa su molteplici studi pilota condotti in varie parti del mondo, che hanno mostrato gli innumerevoli risultati positivi che si ottengono nello sfruttare la biodiversità in agricoltura.
Celebrando il valore della diversità nelle Oasi della Tunisia
Tozeur, Tunisia, 18 maggio 2005
Comunicato stampa [English]
Il Global Environment Facility (GEF, Fondo Mondiale per l'Ambiente), insieme al Club UNESCO Tozeur ed al Ministero dellAmbiente e dello Sviluppo Sostenibile della Tunisia, hanno organizzato una conferenza nazionale in occasione dell'International Day for Biological Diversity (IBD, Giornata Internazionale della Biodiversità), dal tema La Salvaguardia della Biodiversità nelle Oasi, che si svolgerà a Tozeur (Tunisia) il 23 maggio prossimo. All'evento parteciperà il Dott. Noureddine Nasr, coordinatore regionale del Progetto dell'IPGRI/GEF/UNDP sulla Palma da Dattero. Sin dal 2001, il Dott. Nasr ha lavorato con i partner per promuovere l'uso e la conservazione della palma da dattero nella regione del Maghreb. Questa conferenza dice, offrir all'IPGRI e ai suoi partner una grande opportunità per far conoscere l'importanza delle oasi tunisine, come un paradiso per la conservazione della biodiversità, nonché come fonte di guadagno e di benessere per le comunità indigene.
Biodiversity: Life Insurance for our Changing World
(Biodiversità: Assicurazione sulla Vita per il nostro Pianeta in Mutamento): è questo il tema del 2005 per celebrare la Giornata Internazionale della Biodiversità, proclamata per il 22 maggio dalle Nazioni Unite, allo scopo di far crescere la consapevolezza dell'importanza della biodiversità per la sicurezza e il benessere dell'uomo, e della necessità di salvaguardare questa preziosa risorsa a favore delle generazioni future.
Il contributo dell'IPGRI alla conferenza in Tunisia parte del programma istituzionale per commemorare la Giornata Internazionale della Biodiversità.
Per saperne di più sull'IBD e scoprire come anche tu potrai celebrarlo, per diffondere il messaggio di questo giorno così importante.
I partecipanti avranno modo di conoscere le attività e i risultati dei vari progetti finanziati dal GEF per la tutela della diversità della palma da dattero nelle oasi attorno alla Tunisia. Inoltre, al termine della conferenza prevista una visita guidata ai siti vicino Tozeur, dove si stanno realizzando i progetti stessi. Tra i partecipanti allevento si attendono alti rappresentanti, tra cui l'Onorevole Nadhir Hamada, Ministro dell'Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Tunisia, il funzionario dello United Nations Development Programme (UNDP, Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) Francis Dubois, coordinatore delle Nazioni Unite per la Tunisia, ed il Direttore per l'Ambiente Najah Dali, focal point del GEF per la Tunisia. Attenderanno inoltre rappresentanti di organizzazioni governative, di Organizzazioni non Governative (ONG) locali e di centri di ricerca.






